Tazio Nuvolari: “…tale nel Reggimento Artiglieria a Cavallo…”

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Quando corre Nuvolari / quando passa Nuvolari / 

la gente aspetta / il suo arrivo / per ore e ore / 

e finalmente quando / sente il rumore / salta in piedi e /

lo saluta con la mano /gli grida / parole d’amore /

e lo guarda scomparire / come guarda un / 

soldato a cavallo / a cavallo / nel cielo di aprile.

In occasione del Centenario della Battaglia del Solstizio, festa dell’arma di artiglieria,  voglio regalare ai lettori di caricatvoloire.it ed ai vecchi e nuovi kepì, uno scoop sensazionale che incide negli albi d’oro delle Batterie a Cavallo il nome della leggenda dell’automobilismo, il miglior pilota di tutti i tempi.

Tazio Nuvolari durante la prima guerra mondiale ha servito la Patria in armi nei ranghi del Reggimento Artiglieria a Cavallo.

Recentemente, sono stato contattato dalla ricercatrice Mirka Biasi del Club AMAMS Tazio Nuvolari di Mantova, collaboratrice del museo Tazio Nuvolari, che voleva alcuni chiarimenti sul nostro Reggimento, in quanto sta curando un pezzo biografico sulla vita militare del grande campione.

Dal foglio matricolare di Nuvolari, soldato di leva classe 1892, emerge infatti che prestò un primo servizio alle Volòire dal 20 luglio al 20 dicembre 1913. Richiamato sempre al Reggimento nel dicembre 1914, venne assegnato alla “Compagnia Treno-Automobilisti“.

Mobilitato il 20 maggio 1915, si presenta al “Centro automobilisti di Mantova” dove, per un certo periodo è distaccato alla “6ª Compagnia Automobilisti” (che,a  quanto apre, dipendeva dal Reggimento Artiglieria a Cavallo), e successivamente presso il 22° Reggimento di Artiglieria.

Ritorna al Reggimento Artiglieria a Cavallo nell’agosto 1915 (evidentemente dopo aver seguito un corso per affinare le proprie capacità di conduttore mezzi), dove tuttavia viene riformato a seguito di “rassegna” da parte del Direttore l’ospedale militare di Mantova.

Nel febbraio del 1917, viene revocato il provvedimento di riforma e, classificato richiamato di 2ª categoria, viene nuovamente assegnato al Deposito milanese del Reggimento Artiglieria a Cavallo in quanto idoneo ai “servizi sedentari”.

Ivi, rimarrà – dopo alterne vicende convalescenziali – sino al 1919, data del congedo definitivo.

E’ sorprendente come un mito della velocità abbia intrecciato il suo destino – e sicuramente affinato la sua formazione e preparazione – con l’artiglieria più veloce, …in hostem celerrime volant!

Forse (chi può saperlo?), Lucio Dalla, quando lo cantò, magari ne era al corrente ed ha inserito quella frase che, letta oggi, lascia allibiti:

“…lo guarda scomparire / come guarda un / soldato a cavallo

/ a cavallo / nel cielo di aprile“.

E, aprile, lo sappiamo, è il mese delle Volòire.

Yuri Tartari

Si ringrazia sentitamente Mirka Biasi per il prezioso materiale messo a disposizione di caricatvoloire.it

 

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6 maggio 1848-2018, 170° anniversario del fatto d’armi di Santa Lucia

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La 1ª a Cavallo a S. Lucia (6 maggio 1848)

…il Luogotenente Bellezza alla testa dei suoi uomini si slancia di gran galoppo contro il nemico: si arresta a pochi passi da una batteria austriaca che spara intensamente; la mitraglia la riduce al silenzio, la fa prigioniera meritandosi per primo nell’Artiglieria Piemontese la Medaglia d’Oro al Valor Militare…

 

187° Volòire, domenica 8 aprile 2018, ore 12 piazzale Perrucchetti

ANArtI Milano

In occasione del 187° anniversario della costituzione delle prime Batterie a Cavallo (8 aprile 1831), il Gruppo reggimentale Volòire dell’ANARTI di Milano, in collaborazione con l’Associazione Nazionale delle Volòire, organizza per domenica 8 aprile 2018 una resa degli onori al monumento all’artigliere a cavallo a Milano in piazzale Perrucchetti, davanti alla caserma Santa Barbara storica sede del Reggimento.

Alle ore 12,00 verrà deposta una corona di fiori con la presenza di artiglieri a cavallo in servizio e in congedo.

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1° novembre 1887-2017: 130° di costituzione del Reggimento Artiglieria a Cavallo a Milano

Con legge ordinativa del 23 giugno e decreto dell’agosto, il 1° novembre 1887 è costituito a Milano il Reggimento Artiglieria a Cavallo.

Il suo primo comandante è il Colonnello Giuseppe Giorgio Guy.

I ranghi degli artiglieri criniti annoverano il fiore dei capaci ufficiali che, dall’anno 1883 presso l’VIII da campagna, cominciarono a ricostruire la specialità “a cavallo” (Volpini, Bianchini, Gironda Veraldi, Besozzi, Berlingieri, Olliveri).

Struttura su tre gruppi (in luogo delle “brigate“) per complessive sei batterie a cavallo. Completa l’organico lo stato maggiore, una brigata treno e il deposito di reggimento.

I quartieri delle Batterie sono stabiliti in S. Prassede, S. Filippo, S. Gregorio, S. Gerolamo e al Castello Sforzesco (solo nel 1896 il Reggimento troverà spazio nella nuova Caserma “Principe Eugenio” di Porta Vittoria, chiamata in seguito dai milanesi “la Vulanta“).

Il Colonnello Maurizio Taffuri ha assunto il comando del Reggimento Artiglieria Terrestre “a cavallo”

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Con l’odierna cerimonia militare presso la Caserma MOVM Aldo Maria Scalise di Vercelli, il Colonnello Maurizio Taffuri ha assunto il comando del Reggimento Artiglieria Terrestre “a cavallo”.

Nel ricevere il glorioso Stendardo delle Volòire, il Colonnello Taffuri è divenuto così l’80° Comandante delle Batterie a Cavallo.

Caricatvoloire.it, interpretando le speranze dei vecchi e dei nuovi kepì, augura al nuovo Comandante ed al Reggimento le migliori fortune e i sempre maggiori successi.

Caricat!

Pubblichiamo le immagini della cerimonia messe a disposizione dall’amico Marco Eller Vainicher (cliccare sull’immagine per essere reindirizzati all’album fotografico)

2017 10 27 Vercelli

 

M.A.V.M. Francesco Dirti (1918-2017)

22555188_1313493595440184_5031692957529117985_nSergente di cavalleria Medaglia d’argento al valor militare Francesco Dirti (27 dicembre 1918 – 21 ottobre 2017).

«Cadutogli ucciso il cavallo in piena carica su una postazione di mitragliatrice nemica, con la pistola in pugno obbligava i due serventi dell’arma a rimuovere il corpo del cavallo sotto il quale era rimasto immobilizzato con la gamba. Svincolatosi catturava i nemici, li consegnava ad un compagno e, rimontato su un cavallo scosso, ripartiva verso lo squadrone, riuscendo a partecipare ad una seconda carica. – Quota 213,5 di Isbuschenskij (fronte russo), 24 agosto 1942».

Eroe di Guerra, reduce di Savoia Cavalleria (3°), protagonista tra i prodi di Isbushenskij, ho avuto l’onore di conoscerlo per motivi professionali grazie all’amico Livio Rondonotti, divenendone amico e apprezzandone le qualità umane e le virtù morali oggi rarissime ma che contraddistinguevano da sempre la razza italica.

Oggi lascia un vuoto nelle schiere dei veri Patrioti e degli “ultimi in grigioverde”, che difficilmente potrà ricolmarsi.

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Francesco Dirti su Albino (immagine di cortesia dell’amico Fermo Arrigoni)

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Lo Stendardo e la Fanfara delle Batterie a Cavallo negli Anni Settanta

Onori allo Stendardo delle Batterie a Cavallo

Ricevo dall’amico Umberto Maso della pagina FacebookLE FORZE ARMATE D’ITALIA NELLA GUERRA FREDDA” questo magnifico scatto propagandistico.

Lo Stendardo delle Batterie a Cavallo, Bandiera di Guerra del Reggimento Artiglieria a Cavallo, all’epoca è ancora in formato standard 80 x 80 cm. E, pur onusto della gloria di sette decorazioni al Valor Militare, non è ancora fregiato della Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica (1981).

Il Reggimento è in configurazione semovente su carri M44 (che si intravedono sullo sfondo). Il subalterno portastendardo è a bordo di un carro comando su base M113. L’uniforme è quella tipica del periodo: c.d. “combat dress” di chiara derivazione britannica.

Bellissimi e ben tenuti i bai degli elementi della Fanfara: i “tromba” sui cui kepì spicca l’inconfondibile criniera bianca.

75 anni fa la battaglia d’arresto del Don e le epiche gesta delle Truppe a Cavallo

«Gli squadroni si alternano sulla linea del fuoco e si coprono a vicenda col tiro delle mitragliatrici e dei fucili mitragliatori, per permettere lo sganciamento l’uno dell’altro; un reparto corre ai cavalli, si porta al galoppo su posizioni più arretrate, lascia i quadrupedi al riparo e ritorna a combattere a piedi per consentire agli altri di disimpegnarsi e di ritirarsi a loro volta.

«Viene poi il turno delle batterie che continuano a sparare allo scoperto mentre i conducenti arrivano veloci con le pariglie. I lancieri proteggono la manovra e i serventi attaccano svelti i cannoni agli avantreni e saltano in sella, seguendo le mute, che si portano celermente sulle nuove posizioni. Appena arrivati, gli artiglieri piombano a terra, sganciano i pezzi e i cassoni delle munizioni e aprono il fuoco immediatamente, lasciando ai compagni la cura di portare al coperto gli animali.

«Il combattimento si svolge in un clima ottocentesco e offre un brillante esempio dell’agilità dei movimenti e dell’affiatamento della cavalleria e della SUA artiglieria e delle loro grandi possibilità in questo particolare ambiente. Il cavallo è divenuto il vero protagonista di queste giornate; ieri lo scontro frontale, i quadrupedi usati come massa d’urto, la carica; oggi la battaglia manovrata, i rapidi spostamenti in sella e la “Voloire” che supera se stessa riuscendo a cambiare ben quattro volte posizione in poche ore».

(Giorgio Vitali, Sciabole nella steppa. La cavalleria italiana in Russia, Milano, Mursia, 1976, pag. 138)

Capitano Carlo Emanuele Bodo di Albaretto (1916-1983), comandante della 3^ a Cavallo e ventiseiesimo comandante del 2° Gruppo a Cavallo in Russia