“Lettera d’amore”. In ricordo della “Carica” del 24 agosto 1942.

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Lettera d’amore

 di Giovanni Melandrone

Adesso che questa mia nipote prediletta, terminati gli studi, si sentiva già giornalista, le  ho aperto come desiderava da tempo, quel cassetto pieno di ricordi. Sarebbe piaciuto anche a me  far rivivere quelle memorie. Sotto gli occhi interessati della ragazza,  apparivano ora oggetti e  documenti del mio passato, della mia gioventù. Erano molti i ricordi di guerra: la sciabola cosacca, le mostrine del ”Savoia Cavalleria”,  cartoline  e foto, tutte ben catalogate con una piccola etichetta esplicativa. La curiosità della nipote  fu subito attratta,  da una busta  macchiata e un fiore secco, legati assieme da un elastico  e archiviata con l’etichetta “Lettera d’Amore”.

Sorpresa, quasi  eccitata, mi guardava  interrogativa.

– E’ la più bella lettera d’amore che abbia mai letto!

Risposi d’impeto.

– Ma è di un uomo!

Esclamò la ragazza leggendo il nome sulla busta

 Chi è questo Rolando?

Un giovane come me. A quel tempo un soldato, come me. Della mia stessa leva. Della mia terra.  Ho taciuto che fosse  un “senza famiglia”, che non sapesse né leggere né scrivere. Un bastardino come tanti cresciuto lassù nei boschi di Garbaoli, a fare il servitore, fra gli animali, a seccar castagne senza contatti umani, senza sapere  una parola d’italiano.

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Insediato l’82° Comandante delle Batterie a Cavallo

Si apprende dai c.d. “social media” che il 16 ottobre 2020 ha avuto luogo a porte chiuse la cerimonia di avvicendamento fra il Colonnello Christian Ingala (81°) e il Colonnello Andrea Simone (82°).

La cerimonia, che si è svolta nel rispetto norme anti CoViD-19 e che, pertanto, non ha avuto presenza di pubblico, ha comunque visto la presenza delle massime autorità civili e religiose di Vercelli ed è stata presieduta dal Generale di Brigata Filippo Gabriele, Comandante della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”.

“Significativi risultati sono stati raggiunti sia nell’addestramento di specialità – grazie alle numerose esercitazioni di gestione dello spazio di battaglia in ambiente anfibio e a rischio CBRN (chimico, biologico, radiologico e nucleare), di simulazione computerizzata della gestione del fuoco in azioni anfibie autonome, alla scuola tiro con gli obici FH/70 in dotazione al Reggimento e all’addestramento per l’accrescimento della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare (CNPM) – sia nell’incremento delle attività equestri, grazie al lavoro svolto dagli uomini e dalle donne del 2° Gruppo – l’unica realtà in Europa, insieme ad un’unita della Reale Artiglieria Britannica, con pezzi di artiglieria a cavallo”.

Il Colonnello Ingala, ha ringraziato il personale del Reggimento per il supporto fornito, il generoso impegno e i risultati conseguiti nel corso della sua attività di comando e si è detto orgoglioso d’essere stato l’81° Comandante delle Batterie a Cavallo e di un Reggimento unico e dei suoi Artiglieri: mirabile esempio di soldati dell’Esercito, un’Istituzione pronta ed efficiente, basata sull’elemento umano e supportata da moderne tecnologie, elemento cardine del sistema di difesa per la sicurezza interna ed esterna del Paese.

Il Generale Gabriele ha ringraziato il Colonnello Christian Ingala per l’equilibrio con cui ha esercitato la sua azione di comando, nonché per la professionalità, l’esempio e la motivazione dimostrata dai suoi Artiglieri, impiegati anche in Libia, Afghanistan e Somalia, ed ha augurato buon lavoro al Col. Andrea Simone, cui è stato affidato il glorioso Stendardo delle Volòire.

Il Colonnello Ingala assumerà il comando del dell’ 85° Reggimento Addestrativo Volontari “Verona”.

[Fonte: Associazione Nazionale delle Volòire, profilo Instagram]

Il Propugnatore

Galleria S. M.

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Il Propugnatore Il Propugnatore

Il Propugnatore

Ritratto di Alfonso Ferrero della Marmora, nel grado di Generale d’Armata; comandante della spedizione in Crimea, per due mandati Ministro della Guerra e successore del Cavour quale Presidente del Consiglio dei Ministri per tre mandati

Tecnica Mista pastelli e olio su carta spolvero, cm. 45 x 33 (collezione privata).

Ho eseguito questo ritratto del propugnatore delle Batterie a Cavallo, ispirandomi in prevalenza ad un vecchio “seppiato”, ma tenendo anche conto di alcune delle più note immagini iconografiche del grande comandante e uomo di stato.

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Il magistrato: Signor Ministro, tornino le Volòire a Milano

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Lettera aperta al Ministro della Difesa Lorenzo Guerini della Dottoressa Jole Milanesi, già Consigliere di Corte d’Appello di Milano

L’onda endemica che ha fortemente colpito il nostro Paese, ha messo in ginocchio l’Italia e in particolar modo la Lombardia.

Il pensiero di tutti noi in questo momento è rivolto alle tante famiglie che stanno piangendo i loro cari. Questa epidemia che tanti hanno definito – forse impropriamente – una “Guerra” sta causando molte vittime e sta provocando un gravissimo problema economico, la peggiore crisi dal dopoguerra.

Il ministro Guerini, vecchio kepì

Il ministro Guerini, vecchio kepì

Finita l’emergenza sarà necessario fare un’analisi seria sulle lezioni apprese per costruire il futuro su base solide. Le Forze Armate, anche in questa situazione, stanno rappresentando un pilastro importante del Paese, sia i militari di “Strade Sicure” per il controllo e supporto alla popolazione ma in particolar modo il personale medico militare, che Lei ha immediatamente inviato da Roma presso gli ospedali civili, in difficoltà, della Lombardia.

Già, da Roma, perché a Milano nel 2013 vi era un efficiente Ospedale Militare, ma a seguito della Legge 244 per la revisione dello strumento militare è stato smantellato. La maggior parte dei medici militari, primari e specialisti, sono stati trasferiti e molti di loro hanno accettato di anticipare l’uscita dall’amministrazione andando in pensione o addirittura transitando per concorso presso strutture pubbliche, causando così un grave danno al Paese.

E i militari di “Strade Sicure”? Continua a leggere

Volòira

Oggi, 30 maggio, anniversario delle epiche gesta quarantottesche che scagliarono le Batterie a Cavallo – in hostem celerrime volant – nella gloria leggendaria dell’Epopea risorgimentale, il Colonnello Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna) ci regala questo ennesimo capolavoro.

Galleria S. M.

Volòira Volòira

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Volòira

Pezzo da 75/27 mod. 1906 modificato 1912 per “Batterie a Cavallo” con artiglieri in uniforme mod. 1887

Pastelli e Olio su carta spolvero, cm. 33 x 49 (collezione Yuri Tartari).

Ho eseguito questo lavoro a tecnica mista, con bozzetto a pastelli misti e prosieguo del lavoro ad olio, reinterpretando, dal punto di vista cromatico e paesaggistico, una bella fotografia scattata probabilmente durante il mio periodo di comando della prestigiosa compagine storica del Reggimento Artiglieria a Cavallo. Questo per un nuovo, affettuoso e nostalgico omaggio agli artiglieri criniti che ebbi alle dipendenze in anni intensi e bellissimi, nelle “Volòire”.

Nel lunghissimo periodo in cui ho avuto l’onore di servire la Patria in Armi nelle “Batterie a Cavallo”, ricoprendo

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“… la gente che vi incontra potrà continuare a pensare che siete i più bei soldati d’Italia …”

Caporale in grande uniforme di servizio 1887-1902 (Fotografia di Varischi e Artico - Milano)

Caporale in grande uniforme di servizio 1887-1902 (Fotografia di Varischi e Artico – Milano)

SFILAMENTI IN CASERMA

Ogni domenica mattina, alle dieci, il Reggimento esegue uno sfilamento al galoppo davanti al Colonnello Comandante e penso che questa sia forse la prova migliore che la vita non è così comoda alle Batterie, come si ostinano a giudicarla tanti borghesi e tantissimi ufficiali.

Le batterie sono schierate nel grande piazzale per la presentazione al Colonnello: sempre perfette come per una rivista, uomini, cavalli e cannoni, straordinariamente belle nel loro immobile movimento. Poi, ad una ad una, si portano all’ammassamento dal quale partiranno al galoppo – in linea di batteria per sfilare dinanzi al loro Comandante, fermo presso la lapide dei Caduti.

Il duro terreno del cortile risuona secco nello sferragliamento cupo delle ruote dei pezzi e l’estrema facilità del traino rende più difficile l’allineamento dei cavalli eccitati dal fragore tumultuoso. Igni ferroque tonantes in hostem celerrime volant.

Sempre al galoppo, le batterie, attraversato il lunghissimo cortile, svoltano con un’ardita evoluzione nel viale che li riporterà – in una progressiva diminuzione d’andatura – ad assumere un altro schieramento per il saluto al Colonnello.

E poi, sotto al lavoro ragazzi, al solito lavoro per rimettere tutto a posto prima del rancio. Oggi è domenica, sapete e potete andare a far la mafia con il kepì e la trecciola e così la gente che vi incontra potrà continuare a pensare che siete i più bei soldati d’Italia ma che è facile essere tanto in ordine quando si ha poco da fare!
Avete capito, che roba?

Emiliano Vialardi di Sandigliano, Memorie

da Tomaso Vialardi di Sandigliano, Tommaso Vitale, Batterie a cavallo, Artistica Editrice, Milano, 2007

Immagine di cortesia dello storico e collezionista Vittorio Rossin.