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Lettera aperta al Ministro della Difesa Lorenzo Guerini della Dottoressa Jole Milanesi, già Consigliere di Corte d’Appello di Milano

L’onda endemica che ha fortemente colpito il nostro Paese, ha messo in ginocchio l’Italia e in particolar modo la Lombardia.

Il pensiero di tutti noi in questo momento è rivolto alle tante famiglie che stanno piangendo i loro cari. Questa epidemia che tanti hanno definito – forse impropriamente – una “Guerra” sta causando molte vittime e sta provocando un gravissimo problema economico, la peggiore crisi dal dopoguerra.

Il ministro Guerini, vecchio kepì

Il ministro Guerini, vecchio kepì

Finita l’emergenza sarà necessario fare un’analisi seria sulle lezioni apprese per costruire il futuro su base solide. Le Forze Armate, anche in questa situazione, stanno rappresentando un pilastro importante del Paese, sia i militari di “Strade Sicure” per il controllo e supporto alla popolazione ma in particolar modo il personale medico militare, che Lei ha immediatamente inviato da Roma presso gli ospedali civili, in difficoltà, della Lombardia.

Già, da Roma, perché a Milano nel 2013 vi era un efficiente Ospedale Militare, ma a seguito della Legge 244 per la revisione dello strumento militare è stato smantellato. La maggior parte dei medici militari, primari e specialisti, sono stati trasferiti e molti di loro hanno accettato di anticipare l’uscita dall’amministrazione andando in pensione o addirittura transitando per concorso presso strutture pubbliche, causando così un grave danno al Paese.

E i militari di “Strade Sicure”? quasi tutti, oggi, provengono da altre regioni, variando ogni 6 mesi, perché, sempre a seguito della Legge 244, il Reggimento Artiglieria a Cavallo è stato trasferito a Vercelli, l’8 settembre del 2016. E l’impiego dei militari fuori sede ha triplicato anche i costi.

È inevitabile che superata questa emergenza ci debba essere una sorta di “Processo di Norimberga”, non tanto per i colpevoli, politici e gerarchie militari, che hanno penalizzato in maniera così grave la città di Milano, motore economico del Paese, ma soprattutto per poter rimediare agli errori commessi.

L’ex Ospedale Militare di Milano, oggi Dipartimento militare di medicina legale, rappresenta una struttura pressoché abbandonata rispetto alle potenzialità di qualche anno fa, diventata anche una riserva naturale di fagiani nel cuore della metropoli. Solo un recente accordo con la Regione Lombardia ha permesso di concedere in affitto uno dei tanti padiglioni al Poliambutatorio ICP (Istituti Clinici di Perfezionamento). Se ci fosse stato ancora l’ospedale, sarebbe potuto essere utile ad evitare la “strage” degli anziani nelle Residenze Assistenziali Sanitarie? Forse, chissà. Perché non prevedere un potenziamento facendolo divenire il polo della sanità militare del Nord Italia al quale possono accedere anche i cittadini italiani?

La Caserma “Santa Barbara”, storica sede per le Voloire, oggi del 1° Reggimento Trasmissioni, unità tecnica e specialistica a supporto del Comando Nato di Solbiate Olona, potrebbe ritornare ad essere la sede anche del Reggimento Artiglieria a Cavallo, garantendo un’unità operativa a Milano, utile per “Strade Sicure” e per qualsiasi supporto alla popolazione e un’altra a Vercelli, non causando dunque nessun danno alla città piemontese.

Il Generale Salvatore Farina, attuale Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha presentato lo scorso anno a Milano il progetto “Caserme Verdi” che prevede un grande investimento per la ristrutturazione delle due sedi, in dubbio per la loro dismissione fino a qualche anno fa. E questo rappresenta un grande passo in avanti.

Lei conosce bene quelle caserme, ha servito lo Stendardo delle Batterie a Cavallo, negli anni 90, durante il servizio di leva e ha toccato con mano, anche poi da Presidente di Provincia e Sindaco di Lodi e da parlamentare lombardo, il forte legame delle Voloire con la città di Milano e la loro straordinaria capacità di sviluppare un peculiare senso di orgogliosa appartenenza che ha il potere di contagiare e tramandare i suoi valori alle future generazioni.

Un Reggimento che nei suoi 189 anni ha accompagnato tutta la Storia Patria, ieri tra i protagonisti della costruzione del Paese, dal Risorgimento all’Unità d’Italia, poi, più recentemente, a difesa del territorio nazionale contro le nuove minacce, fino al suo illogico trasferimento nel 2016.

Le Voloire, nel Terzo Millennio, hanno svolto un ruolo prestigioso, sia partecipando alle missioni fuori dei confini nazionali, in Albania, in Kosovo e in Libano, primo Reparto a giungere in territorio libanese dopo il cessate il fuoco e a seguito alla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite, sia nelle Operazioni sul territorio nazionale.

Hanno partecipato all’Operazione “Vespri Siciliani” per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, all’Operazione “Domino” a difesa di possibili azioni terroristiche all’indomani dell’attacco agli Stati Uniti dell’11 settembre 2001, all’Operazione “Strade Sicure” per il controllo del territorio e supporto alle Forze dell’Ordine, ininterrottamente dal 2008 fino al loro trasloco.

Esperienze che hanno contribuito ad accrescere quella professionalità che ha permesso al Reggimento di garantire brillantemente la sicurezza di Expo 2015 e che potrà essere determinante anche in futuro come ad esempio per le Olimpiadi Milano-Cortina del 2026.

Insomma, un Reparto storico, “antico”, ricco di storia e di gloriose tradizioni, ma anche un Reggimento innovativo nel 1831 quando è nato, come lo è innovativo oggi, con la sua proiezione nelle nuove sfide del Duemila. Non è la prima volta che il Reggimento sia stato sciolto e poi rinato a seguito dei vari conflitti. Dunque Ministro, dopo la vittoria della “Guerra al Coronavirus”, faccia rinascere il Suo Reggimento a Milano, la storia ci insegna che si può fare ma che c’è bisogno di grandi e coraggiosi Uomini.

Questa pandemia segnerà un punto di rottura con il passato, ci saranno tantissime difficoltà ma anche opportunità di svolta che potranno essere colte solo se la politica e il Governo si mostreranno all’altezza della situazione. “Politica vuol dire realizzare” di questo insegnamento di Alcide De Gasperi e di politici di tale caratura avrà bisogno il Paese, non di altro.

BUON LAVORO MINISTRO E VOLOIRE!!!

Jole Milanesi, Magistrato, già Consigliere della Corte di Appello

Comitato civico “Le Voloire a Milano”

L’articolo su IL GIORNO, 6 giugno 2020