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Ricevo dalla figlia, Sig.ra Annamaria, e volentieri pubblico queste belle immagini del Sottotenente Guglielmo Cutillo, per quarant’anni in servizio da sottufficiale nella caserma Santa Barbara.

Sono testimonianza di servizio e dedizione che, anche a mezzo di questo sito, vanno conservate e consegnate alle nuove generazioni di kepì.

papa' in caserma«Come figlia del sottotenente Cutillo Guglielmo vorrei, attraverso questo sito, ricordare l’importanza della caserma Perrucchetti, dove lavorò per 40 anni mio padre. È un modo per ricordarlo, per apprezzare il lavoro che fece in quella caserma, preciso sempre, e determinato. Sono tempi ormai lontani. E mi dispiace constatare che oggi quella realtà rischia di scomparire. Dobbiamo invece tenere alto l’onore di quella caserma, dove hanno lavorato con passione tante brave persone. Anche per loro dobbiamo tenere duro e impedire che quella realtà scompaia definitivamente».

«Mio padre nacque il 7 giugno 1915, ultimo di nove fratelli e nativo di Solopaca (BN). Venne a Milano a vent’anni circa, qui sposò mia madre. Me lo ricordo militare da sempre, in servizio alla Caserma Santa Barbara. Lavorava in un ufficio che si affaccia sul piazzale. Maresciallo maggiore, abile nel tirare di scherma (conservo le sue medaglie e il suo spadino), viene ricordato da alcuni vecchi artiglieri come una persona cordiale, disponibile. Io, aggiungo, anche ligia alle regole (guai se un soldato si scordava il saluto…)».

papa' e gio' in caserma«Partecipò ai campi estivi, ad esempio a Langhirano e a Monteromano. Conobbe vari comandanti, ma strinse amicizia in particolare con il generale Saverio De Simone. Ebbe modo di incontrare anche il generale Franco Angioni, quando visitò la caserma. Gli venne assegnato il grado di sottotenente sul finire della sua carriera. Già prima era stato nominato Cavaliere della Repubblica».

«Mi piace ricordare tutto ciò, lui ci teneva. Tanto. Dopo il pensionamento la vita non è stata benevola nei suoi confronti, ma il carattere battagliero lo ha sempre sostenuto, oltre alla costante presenza della sottoscritta, sua ombra. Sempre vicina, fino al momento in cui mi ha lasciato, nel 1999, due anni dopo la scomparsa della mia mamma. Ma vive sempre, mi segue sempre, il mio papà».

Annamaria Cutillo