COMUNICATO STAMPA n. 3

 

Strade Sicure: ma quanto costa mandare i soldati milanesi a Lampedusa, facendo venire a Milano quelli friulani?

Il vero risparmio passa attraverso il mantenimento delle Voloire a Milano.

 

Milano, 19 giugno – Sono migliaia le adesioni che sono pervenute al Comitato “perché le Voloire (le Batterie a Cavallo) restino a Milano”.

Nel precedente comunicato del 2 Giugno, abbiamo dettagliato i motivi per cui cittadini comuni, imprenditori, professionisti, commercianti, hanno sottoscritto la petizione e chiedono al Ministro della Difesa Mario Mauro che riveda il progetto di chiudere le Voloire a Milano e di trasferirle in Piemonte, sguarnendo la metropoli milanese di quest’importante presidio anche in vista dell’EXPO 2015

Non sono vecchi nostalgici i milanesi che chiedono ciò, ma attivi e pragmatici cittadini, che riconoscono nelle Voloire i valori che abbiamo sintetizzato nelle quattro grandi ESSE: SOCIALE; SICUREZZA; STORIA e SPORT

Collettivo è il convincimento che le Voloire non siano un semplice Reggimento d’Artiglieria, ma un dinamico pezzo di vita della moderna metropoli milanese che marcia nel terzo millennio: un bene sia morale che concreto, irrinunciabile per Milano.

Un convincimento tanto marcato, che sia il Comune di Milano, che la Provincia di Milano, hanno assunto due importanti mozioni di Consiglio esprimendosi perché le Voloire restino a Milano.

Il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha già scritto al Ministro Mario Mauro e oggi il Vice Sindaco di Milano, Lucia De Cesaris, ha visitato la Caserma Santa Barbara, sede delle Voloire. Mentre, il Presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, conferirà il 27 giugno pv, al Reggimento d’Artiglieria a Cavallo, “Voloire”, la benemerenza civica provinciale “Premio Isimbardi”.

 

Ma c’è qualcosa che non ci torna e che è bene tutti abbiano ben a fuoco: è notizia di pochi giorni fa che la Corte dei Conti ha fatto una valutazione sui costi e l’efficacia di Strade Sicure, strumento di sicurezza, che noi riteniamo fondamentale e di primaria importanza del territorio. Il giudizio è che il servizio di presidio dei siti sensibili svolto dai militari, che consente un diverso e più appropriato impiego di Polizia e Carabinieri agli scopi di pattugliamento e investigazione, è positivo.

Però, c’è un però: il Ministero della Difesa, di questi tempi ha riportato a Milano i gloriosi Bersaglieri. No non quelli dello storico e milanese 3° Reggimento che avevano caserma alla “Mameli”, in viale Suzzani, oggi viviaio di topi e abbandonata e depredata di tutto quello che poteva essere razziato. Ma, soldati in missione a Milano per solo tre mesi, “in prestito” dal Friulimentre quelli “milanesi” vengono mandati per Strade Sicure a?   …A Lampedusa.

 

Per chiarezza di tutti, queste manovre dal Nord Est verso Ovest, da Ovest verso Sud, costano parecchioperché vi sono spese di movimento truppa, alloggiamento senza contare le indennità corrisposte al militare in missione.  Spese che, laddove i militari sono di stanza e in numero più che sufficiente, come le Voloire a Milano, si possono ben risparmiare in una fase di crisi come questa.

Non solo, ma il trasferimento del Reggimento da Milano al Piemonte, non corrisponde nemmeno a quanto affermato dal Ministro della Difesa in una sua dichiarazione al quotidiano “Il Giorno”, ovvero che “è necessario un ridispiegamento dell’Esercito verso il Sud, dove l’Italia e l’Europa si affacciano e confinano con Paesi non sempre stabili e sovente in guerra”. Logica che condividiamo, ma allora perché il Reggimento va in Piemonte e non in Puglia, Calabria o Sicilia? Ci dobbiamo ancora difendere dai Francesi oppure è ipotizzabile un arrivo non previsto di un nuovo “Annibale” dalle Alpi?

Non ultimo: Il trasferimento del Reggimento ci dicono essere motivato da risparmi di bilancio complessivi. Quali saranno i risparmi e/o i minori costi che si otterranno con il trasferimento delle Voloire a Vercelli?

a.   Stipendi: nessun risparmio, non vi sarà diminuzione di personale, a prescindere da dove si trovino.

b.  Mantenimento delle infrastrutture: nessun risparmio, ambedue le caserme, Milano e Vercelli, resteranno aperte e a carico della Difesa. Per fortuna, aggiungiamo noi, così la “Santa Barbara” non farà la fine della “Mameli”. La Caserma di P.za Perucchetti, rimane aperta perché ospita anche il Reggimento Trasmissioni (reparto NATO) e ovviamente tutti quei soldati che sono spediti a rotazione a Milano per Strade Sicure, come i Bersaglieri friulani.

c.   Mantenimento mezzi e materiali: nessun risparmio, gli armamenti pesanti e le dotazioni di Vercelli (caserma che ospita già un suo reggimento) non saranno alienati ma probabilmente accantonati.

d.  Addestramento tecnico: nessun risparmio, l’artiglieria usa strumenti e calcolatori che si schierano e si impiegano agevolmente in caserma.

e.   Addestramento sul terreno: nessun risparmio, l’area addestrativa dista da Milano dodici chilometri in più che da Vercelli. Poca cosa rispetto il costo maggiorato che deriva dallo spostamento.

Al contrario ci saranno maggiori costi.

a.     Il trasferimento del personale a Vercelli (a Tolmezzo o a Canicattì) ha un costo notevole: ad essi va applicato la “legge 100”, che prevede un importante contributo economico per tre anni, per sostenere i costi di spostamento della famiglia;

b.    Se poi consideriamo che lo stesso personale che ora concorre a “Strade sicure” a costo zero verrebbe trasferito a Vercelli per  poi tornare a Milano in missione come rinforzo per la stessa esigenza, sommiamo costi a costi.

 

Ma allora quale è il motivo di questo trasferimento a Vercelli?  Forse, e sottolineiamo forse, aveva una sua ragione quando si pensava che oltre a Piazza d’Armi (l’immenso parco naturale che guarda verso il San Carlo) venisse ceduta anche la Caserma Santa Barbara. Cambiati i presupposti, si adegui la pianificazione soprattutto se si consegue anche un risparmio.

Allora ci chiediamo, e domandiamo al Signor Ministro Mario Mauro, che a Milano ci vive:

Signor Ministro, dato che dovrà provvedere, prossimamente, ad un nuovo incremento di forza su Milano, (entro un anno, al massimo un anno e mezzo), perché poi EXPO 2015 apre.

Dato che il Reggimento dell’Artiglieria a Cavallo si compone di militari, graduati, sottoufficiali e ufficiali, che in gran parte sono dimoranti nella metropoli milanese e ben conoscono il territorio dove sono chiamati a garantire anche la sicurezza.

Considerato i costi elevatissimi che tutto questo spostamento comporta e impone all’erario, economie che possono essere invece meglio utilizzate, anche in seno al suo Dicastero e alle FF.AA. tutte, perché non prendere atto che le condizioni dalla pianificazione fatta ad oggi, sono nettamente cambiate e mantenere il Reggimento a Milano, soprattutto per l’EXPO, è conveniente, oltre che utile?

Non è il caso che i bersaglieri friulani vadano a fare il turno a Lampedusa invece che mandarli a Milano a sostituire quelli di Milano impiegati a Lampedusa, in una sorta di costoso gioco dei “4 cantoni”?

Noi abbiamo fiducia in Lei, e nel Governo di cui è parte, ma da pragmatici milanesi questo è quanto Le abbiamo chiesto e Le ribadiamo Signor Ministro:

Le Voloire restino a Milano, per EXPO e per fare risparmio economico.

 

Nota bene:

Il testo della petizione è pubblicato su: www.voloire.org e su Facebook profilo: Le Voloire A Milano.

Il comitato operativo: Alberto Zignani, Portavoce del Comitato  presso il Ministro; Camillo de Milato, coordinatore; Giulio Croce, presidente Associazione ufficiali Voloire; Claudia Buccellati; Alberto A.A. Bruno; Donato Eramo; Carlo Guccione Prata; Piero Sandoli, Filippo Treggiani.