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Il 27 gennaio 1943, settanta anni fa, l’ultimo pezzo delle Voloire veniva sopraffatto dai sovietici. Si compiva l’immenso sacrificio del Reggimento Artiglieria a Cavallo in terra di Russia.

«Gagliarda e compatta unità di guerra, già affermatasi per bravura e valore in lunghi mesi di accanita lotta contro l’avversario agguerrito, aggressivo, tenace, in diuturna gara di dedizione con le altre truppe anche nella avversa fortuna, con inalterato coraggio ed elevato spirito di cooperazione, assolveva fino all’estremo limite il suo compito. Coi gruppi assegnati a Grandi Unità di fanteria e alpine, durante un aspro e rischioso ripiegamento, superava difficoltà di ogni sorta e senza mai desistere dal combattimento riusciva in ogni situazione arditamente manovrando e, sino al limite di ogni umana possibilità, a tutelare alpini e fanti contro l’incalzante continua assillante marcia di forze corazzate avversarie. Fiero di essere a guardia delle tradizioni delle vecchie Volòire, fornendo esempi sublimi di eroismo ed altruismo, si sacrificava nella totalità attorno a quei pezzi, che solo la inesorabile massa d’acciaio nemica, annientandoli col suo peso, riusciva a far tacere. Fronte Russo: Medio Don – Scheljakino – Warwarowka – Tschuprinin, Novembre 1942 – Gennaio 1943» Medaglia d’Argento al V.M. allo Stendardo delle Batterie a Cavallo

pezzorussia

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