«…intimamente partecipe per fiera tradizione ed inalterato valore, dell’impeto di superbe unità di cavalleria … ha arginato, anche alle brevi distanze, la fanatica irruenza dell’avversario cui più volte, idealmente emulo dei fatti delle antiche batterie a cavallo, ha sottratto a corpo a corpo i propri cannoni minacciati di accerchiamento»

Nell’agosto di settanta anni fa, le Voloire, facenti parte del Raggruppamento Truppe a Cavallo, unitamente alle cravatte rosse di Savoia e ai bianchi lancieri di Novara, ebbero un ruolo fondamentale nelle epiche giornate che conchiusero degnamente la gloriosa epopea della Cavalleria (non solo italiana).

Affiancate al Reggimento Lancieri di Novara nelle grandi giornate da Jagodnij (22 agosto 1942) a Bolschoj (27-30 agosto 1942), e al Savoia nella epica carica di Isbuscenskij (24 agosto 1942), le Voloire coprirono con il fuoco dei loro pezzi le azioni della cavalleria, seguendo la natura della loro specialità.

Oltre alle “quarantottesche” prese di posizione al galoppo effettuate con i pezzi Krupp mod. 1912 da 75/27, non pochi ufficiali, sottufficiali e artiglieri delle Batterie parteciparono anche alle cariche.

Lo Stendardo del Reggimento Artiglieria a Cavallo (3°) sul Fronte Russo (1942)

Lo Stendardo del Reggimento Artiglieria a Cavallo (3°) sul Fronte Russo (1942)

Lo Stendardo del Reggimento Artiglieria a Cavallo (3°), già insignito per le azioni sul Fronte Russo di una medaglia d’argento al Valor Militare, si guadagnò in quei giorni la seconda decorazione al valor militare con la seguente motivazione: «Affratellato coi fanti, coi bersaglieri, con le camice nere, e intimamente partecipe per fiera tradizione ed inalterato valore, dell’impeto di superbe unità di cavalleria, ha illustrato nelle più differenti situazioni e difficili posizioni della lotta le sue caratteristiche, la sua indole, il suo spirito marziale. Nel corso d’un’aspra battaglia per l’inviolabilità del delicato settore difensivo ha arginato, anche alle brevi distanze, la fanatica irruenza dell’avversario cui più volte, idealmente emulo dei fatti delle antiche batterie a cavallo, ha sottratto a corpo a corpo i propri cannoni minacciati di accerchiamento. Fronte Russo: Nikitino – Tschebotarewski – Dewiatkin – Bolochoij, 20-30 Agosto 1942».