Archivio fotografico della MOVM Cap. Gaetano Borghi

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Ho avuto la fortuna e il privilegio di avere copia di una documentazione straordinaria.

Giorgio Borghi, figlio della nostra Medaglia d’Oro al Valor Militare Cap. Gaetano Borghi, mi ha affidato copia digitale di un album fotografico del padre.

Si tratta di 170 fotografie relative alla sua partecipazione alle operazioni in Africa Settentrionale nel Reggimento Artiglieria Celere “Principe Amedeo duca d’Aosta” (3°).

Documenti del valore inestimabile di quella che è stata una delle tre epopee delle cosiddette “Voloire d’Africa“.

Immagini di combattimenti, caduti, linee pezzi, materiali, ma anche di momenti di svago e di spensieratezza.

Significative, le istantanee della visita del Feldmaresciallo Rommel al
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Santa Barbara 1936: consegna delle Drappelle alle Batterie del Reggimento Artiglieria Celere “Emanuele Filiberto Testa di Ferro” (2°)

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Questo “albumino” contiene due fotografie originali relative alla consegna delle Drappelle alle Batterie del 2° Articelere, avvenuta in occasione della solennità di Santa Barbara nel 1936.

Le Drappelle vennero donate, come risulta dal biglietto di accompagnamento, dalle donne del Fascio femminile di Ferrara, città sede del Reggimento Artiglieria Celere “Emanuele Filiberto Testa di Ferro” (2°).

Calendario 1941 Reggimento Artiglieria Celere Emanuele “Filiberto Testa di Ferro” (2°)

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2° articelereRingrazio l’amico Vittorio Rossin, figlio di un reduce della 5^ Batteria del Reggimento Artiglieria Celere “Emanuele Filiberto Testa di Ferro” (2°), il quale mi ha voluto far dono della copia digitalizzata del calendario reggimentale del 1941 (forse l’ultimo).

1941 01 01 calendario Reggimento Artiglieria Celere Emanuele Filiberto Testa di Ferro (2°)

 

Le Voloire Medaglie d’Oro al Valor Militare nella Guerra di Liberazione 1943-1945

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MOVM Ten Ezio Rizzato

MOVM Ten Ezio Rizzato

Tenente Ezio Rizzato, (ufficiale delle Batterie a Cavallo all’8.IX.1943), medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione: «Fiero incitatore alla rivolta contro l’oppressore, inquadratosi in una formazione partigiana, partecipava a numerose azioni dando prove continue dì valore e di ardimento. Menomato fisicamente in seguito a caduta in un burrone durante l’allestimento a lui affidato di un campo di aviolanci in terreno impervio di montagna, non volle abbandonare la lotta e, alla testa del proprio reparto, partecipava, primo fra i primi, a tutte le azioni dando sublime prova di valore. Durante una potente azione offensiva nemica, avente per obiettivo la eliminazione della formazione Val d’Ossola, allo scopo di salvare da sicura cattura i partigiani feriti, si impegnava in cruenti scontri. Ferito, veniva fatto prigioniero e non gli furono risparmiate le torture ed i martirii che ridussero il suo corpo una massa di sanguinante e dolorante carne. Trascinato al supplizio, prima di esalare lo spirito indomito, attingeva dalla sua ardente passione ancora la forza di scoprirsi il petto e gridare: “Viva l’Italia libera!”. Fondotoce, settembre 1943/giugno 1944»


Col. MOVM Alberto Li Gobbi, 40° comandante le Batterie a Cavallo

Col. MOVM Alberto Li Gobbi, 40° comandante le Batterie a Cavallo

Capitano Alberto Li Gobbi, (successivamente alla guerra assegnato al Reggimento Artiglieria a Cavallo, divenuto poi 40° comandante delle Batterie a Cavallo), medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione:  «L’8 settembre 1943, pur sofferente per una grave ferita riportata in precedenti combattimenti, abbandonava la famiglia per raggiungere il proprio reggimento in lotta contro i tedeschi. Catturato e riuscito ad evadere attraversava le linee di combattimento e si offriva volontario per una importante, lunga e rischiosissima missione di guerra in territorio italiano occupato dai tedeschi. Durante un lungo eroico periodo, illuminato da purissima fede, prodigava il suo valore e la sua intelligenza ad organizzare e dirigere il movimento di liberazione della Patria, affrontando impavido il rischio di ogni ora e le certe insidie che lo avvolgevano e lo avrebbero travolto. Durante un feroce rastrellamento nemico, caduto in combattimento un valoroso ufficiale comandante di una formazione partigiana, presso la quale in quel momento si trovava, assumeva senza esitazioni il comando del gruppo, ne riuniva gli elementi già duramente provati, riuscendo a sottrarli alla morsa nemica con azioni episodiche condotte con decisione ed abilità ammirevoli. Arrestato e trovato in possesso di documenti che costituivano inequivocabile condanna, fu sotto posto ad estenuanti interrogatori e ad inenarrabili torture. Ma il sentimento del dovere e dello onore sorretti dal sublime stoicismo, vinsero la ferocia teutonica: nessun segreto fu svelato, nessun compagno fu tradito. Avuta la possibilità di evadere vi rinunciava a favore di un compagno di lotta e di fede la cui opera riteneva tornasse più vantaggiosa. Procrastinata la fucilazione cui era stato condannato, nei lunghi mesi di prigionia non manifestava debolezze, né recriminava la sua giovinezza sacrificata, lieto di averla donata alla Patria. Quando fortunate circostanze gli permisero di fuggire, riprendeva il suo posto di combattimento e si offriva di continuare ancora la sua missione. Fulgido esempio di assoluta dedizione alla Patria ed al dovere. Italia occupata, 5 dicembre 1943-21 agosto 1944»

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